Allora Padre A. mi disse “ora le faccio una benedizione”. “No”, gli risposi ”dentro la Chiesa ci sono persone”(avendo dei disturbi non volevo che le altre persone si allarmassero nei suoi confronti) “Non ha importanza” mi disse “chi ha paura se ne esce”. Io mi misi in un angolo sotto una croce tutta in marmo. Accanto a me c’era una sedia di legno massiccio, pesante. Padre A. di fronte a me. Quando mi benedisse con l’acqua io presi quella sedia e gliela tirai. Nello stesso istante,……….. gente che gridava……….gente che usciva fuori……..il mio corpo dalla vita in giù si paralizzò. Nella mia mente mi dissi “ed ora come devo fare ad uscire di qua? Sono solo”. Padre A. si avvicinò, mi prese in braccio (come “la pietà” di Michelangelo, quando Gesù, sceso dalla Croce, la sua mamma lo prende in braccio) e mi disse “fuori ci sono tua mamma e tua zia che ti aspettano”. Lui non sapeva nulla di tutto ciò perché io precedentemente non gli avevo detto nulla. Passammo dalla Chiesa e la gente che guardava meravigliata. Usciti, il signore della macchina, aprì lo sportello. Padre A. mi siede e i dice “vai tranquillo, c’è tua mamma con te, c’è tua zia”. Partimmo, avevo troppo bruciore alla gola. Arrivai alla stazione, volli lasciargli £30.000, che lui non voleva, ma gli insistetti che sono mia mamma e mia zia che glieli offrono, “se li prenda”. Erano le 12 e un quarto, il treno partiva alle 13.10. Il bruciore alla gola diventava insopportabile, allora io nella mia mente dissi “non solo i rumori, ora anche il bruciore”. APasso nuovamente quel signore, ed io gli dissi “senta, io fame no ne ho, ma giusto per stare in piedi, c’è qualche posto per potermi pigliare un panino?”. Disse “venga con me” e mi porta alla mensa ferroviaria, indicando alla cassa di non prendersi soldi da me, io mi accorsi di questo suo gesto. Non volevo che mi offrisse anche il panino, di cui ne ho mangiato metà, e una birra , calata in un sorso. All’una e mezza parte il treno. Rumori e rutti che non vi dico………che andavano diminuendo con l’avanzare del treno, anche se aumentava il bruciore. Arrivai a Palermo alle tre e dieci (15.10).
Telefono a mia moglie, e lei mi dice……non so se con ironia……con pensiero…..”com’è andata”…..ho detto ”bene” dice “ma tu non hai più i rumori”. Arrivato a casa, verso le 9 (21.00) telefonai a “mamma Franca“, come lei mi aveva detto. Lei al telefono mi disse “devi andare il 23 di Agosto”(2000). Lo feci, con mio fratello, con la macchina. Quella volta successe di tutto là dentro, venne perfino la polizia. Mentre prima ero troppo restio ad entrare, quella volta lo feci con tanta furia, andando direttamente ai piedi della “Mamma”. Sulla sinistra c’era un inginocchiatoio. Mi inginocchiai. La guardai e li usci la mia voce : “Mamma salvami” mentre dentro di me sentivo il desiderio di prostrarmi ai suoi piedi. Ad un tratto mi ritrovai a terra che mi contorcevo come un serpente, mentre mi giravo vidi la polizia. Mi alzai e dissi a mio fratello di dire ai signori che arrivati a casa gli manderemo la documentazione lasciatami da Padre L.G. e da Padre V.. Questa documentazione la considero un’eredità che testimonia quello che si vive, quello che succede. Mio fratello mi rispose di non preoccuparmi. Mi trovavo alla sinistra del quadro. Dal suo angolo destro proveniva un odore che girando mi arrivava. Era un odore inebriante bellissimo: odore di gardenia. Adesso io lo posso dire. Dico a mio fratello: “che senti?” “niente” mi rispose. Ho sentito quell’odore 2 volte. Il sudore che non vi dico. Arrivati in macchina, mio fratello mi chiese “che sentivi?”, risposi (dispiaciuto) “….non te lo posso dire”. Quando cercavo di dire che sentivo il profumo di gardenia, sembrava che qualcuno mi metteva le mani alla gola e mi impediva di parlare. L’unica cosa che gli ho detto fu “ce la stiamo facendo”. A casa mia avevo piantato una pianta di gardenia. Quando mi ci avvicinavo diventavo una iena, forse la iena era più calma di me. Per questo motivo avevo trascurato quella pianta, senza mettergli più acqua. Il tempo passava e i dolori aumentavano, quando sentivo l’odore della gardenia dovevo scappare. Nella mia mente dissi “Mamma, se tu mi guarisci ti prometto che ti porterò una pianta di gardenia. La più sontuosa”. Padre A. era stato autorizzato dal Vescovo a farmi l’esorcismo e settimanalmente avvenivano degli incontri. Nello stesso tempo di tanto in tanto mi incontravo con Padre C. che si disperava che ancora non era accaduta ancora nessuna liberazione. Si disperava ancor di più perché non poteva intervenire, in quanto non aveva ottenuto l’autorizzazione dal Vescovo.
Novembre 2000 - Stazione di Bologna - erano le 18 ed aspettavo il treno. Primo binario. Ad un certo punto mi arrivò un colpo di frusta alla schiena. Io feci un grido trattenuto (vista la mia assenza di voce) e mi turbai. Piano piano, mi voltai e vidi un definiamolo "Prete" con una tunica grigia con uno spacco davanti e uno spacco dietro. Un giubotto a piumino nero e due valigie. Il naso ad uncino. Appena lo guardai lui se ne andò. Io gli corsi dietro, e man mano mentre passavo tra la gente, sentivo "ma che strano Prete, che strano Prete". Ho girato tutti i binari come un fulmine, in lungo e in largo......non ho potuto trovare questa persona...........era un segnale.............lui mi avvertiva che stava pigliando le valigie per andarsene, perchè quel "Prete" era quello che io ho avuto nel sogno del Carmine, quando mi disse "sono qui da 400 anni"........
Il 2 Dicembre 2000 Padre C. insieme a Padre A. organizzarono un esorcismo (alla Grande) in provincia.
Rimanemmo che saremmo andati in provincia ognuno con la sua macchina. Uscii di casa, girai gli occhi e vidi la pianta di gardenia ormai morta…..con tre gardenie. La guardai con tanto sdegno e dissi nella mia mente “ma chi te la fatta fare a risorgere?!?”. Mi sentivo agitato. Imboccai l’autostrada, ma solo fino alla seguente uscita……………vi rientrai nuovamente …………avevo il cuore in gola, ma dissi “no!, devo andarci!”. Arrivai a M. e mi incontrai con Padre A., ………anche lui può testimoniare in quali condizioni mi vide : peggio di uno straccio….. ma con la forza di dodici persone. In quel preciso momento, quella mattina, Gesù ha operato su tutti noi :
Iniziò l’esorcismo, man mano che l’esorcista pregava, la mia forza e la mia violenza aumentavano, e in quel preciso momento Padre C. ha consigliato a Padre A. di operare con l’acqua benedetta, Nonostante dodici persone mi tenevano, la mia forza era tale che io con un calcio buttai a terra una balaustra. Racconto minutamente questa seduta di esorcismo, in quanto vorrei far capire ai lettori di questo messaggio, le sofferenze da me provate: peggiori di qualsiasi malattia. Padre A. durante l’esorcismo è stata la mia forza, lo vedevo e gli dicevo “Padre A. mi aiuti …….Padre A. mi aiuti !!…..” perché io non ce la facevo e loro buttavano acqua esorcizzata;e più buttavano e più io soffrivo, e più la mia ira diventava indescrivibile…………………….fino a quando qualche demonio ha dovuto mollare…..dicendo “avete vinto. In quel preciso momento, ……..come se sul mio ginocchio sinistro fosse arrivato un fortissimo colpo di mazza ………e dalla mia bocca(non con la mia voce, perché non ero io a parlare) uscirono le parole “Avete vinto” Mi ritornò la voce. Insieme ad altre persone c’era un medico che costantemente mi controllava i battiti e quindi la pressione. Quando mi sentì parlare, disse ai due esorcisti : “qualcuno è uscito”. Ero stanchissimo, tutto bagnato e non parlavo. Occhi sbarrati. Mi alzarono. Mentre mi portarono fuori dalla parrocchia, mi fermai davanti all’altare della Madonna Assunta e piansi tanto dalla commozione,tenerezza, sensibilità…………e dissi “Grazie Mamma”.
Usciti dalla Chiesa mi portarono in un ufficio parrocchiale per cambiarmi. Li mentre mi aiutavano, poiché non avevo la forza nemmeno di alzare il braccio, videro sulle mie spalle due cerchi rossi, con al centro segni di frusta(in quel momento io mi sono sentito come Gesù quando Gli hanno messo la croce sulle spalle, per me è stato un segnale che in quei momenti di sofferenza, con me c’era Gesù. I segni durarono 8 giorni circa, ma io volevo che mai scomparissero: per me erano tanto importanti).Erano le 13.10, mio fratello mi invitò a rimanere a pranzo da lui, in città. Io volli avvisare prima mia moglie e lui mi disse : “Parlagli tu”. Quando mia moglie mi rispose al telefono, mi disse che io avevo sbagliato numero, perché non mi riconobbe dalla voce (che era tornata quasi la mia). Subito dopo pranzo sono tornato a casa, vi lascio immaginare quale gioia ci potesse essere in famiglia : lacrime, sorrisi, abbracci, carezze e tante persone che avevano un po’ di fede mi dicevano: tu sei stato miracolato. Ma il mio primo pensiero è stato quello di chiamare suor Franca per darle questa bella notizia; tanto è vero che ella appena senti la mia voce, mi disse che non era possibile che ero io, e piangeva. Piangeva di gioia. La stessa notizia la diedi, al medico. Andai nel suo studio, attesi il mio turno, e quando arrivò entrai e gli dissi: dottore se mi vuole scrivere gli esami lasci l’impegnativa a mia moglie. Lui nel sentirmi parlare impallidì. “Sono qui per darle la buona novella”. Me ne andai.
E’ stata una gioia per tutti : per Padre A.S., per Padre C., per tutta l’equipe della provincia e del posto dove io vivo. Nei confronti della Grande Mamma Celeste avevo un debito : la grande pianta di gardenia. Il 26 dicembre 2000 cercai la pianta di gardenia più grande che potesse esistere e insieme ai miei figli e mia moglie andammo ad Alcamo. Volli annunciare nuovamente la mia visita a Padre A., ma lui mi disse “non ci siamo, siamo chiusi” nonostante io gli avevo risposto che stavo bene. Infine gli dissi che comunque io sarei andato, e se avessi trovato chiusa la Chiesa, lasciavo un oggetto, pregandolo di custodirlo bene che era per la mia “Mamma”. Anche se qual quadro è di tutti, personalmente, è mio. Partimmo. Arrivati alla chiesa di Alcamo, trovammo un matrimonio. Io mi sentivo padrone di quella Chiesa, spalancai le porte…………mi arrivò un’ondata di profumo di gardenia. Prima di scendere dalla macchina c’erano 3 gardenie in quella pianta che io portai, ma erano inodore………….essendo a dicembre!! Dietro di me c’era mia moglie, le chiesi “che senti?”, “niente” mi rispose. Mi prostrai davanti a quel quadro ringraziando la “Grande Mamma”. Iniziò la celebrazione…………cantico dei cantici. Lessero la prima lettura : “Spogliati Gerusalemme del tuo lutto, l’inverno sta per finire”. Abbracciai mia moglie, piansi dall’emozione……sono stati dei momenti bellissimi……………..e le dico……”sta iniziando la primavera per noi” e ci mettiamo a piangere tutti e due. Il prete mi ha visto che io piangevo, mi ha conosciuto. Quando finì la Celebrazione, mi fece un cenno di passare in sacrestia…….andai a salutarlo e lui si inginocchiò ai miei piedi, dicendo “perdono….”………gli dissi “Padre A. lei non deve chiedere perdono a me, deve chiedere perdono a Gesù, perché io sono l’ultimo verme della terra” – fece così per aver dubitato in passato, rifiutandomi il suo aiuto (perché non poteva fare niente, non era autorizzato…..), quando mi mandò a casa quegli oggetti religiosi di cui parlammo la prima volta che ci incontrammo. Si alzò e mi regalò una litografia contenente i miracoli che “la Mamma” aveva fatto, che io ho messo al capezzale del mio letto.
Per farvi capire quanto questo mio problema possa intaccare anche la famiglia : in questo periodo mio figlio ebbe un incidente con la macchina………finì nel fiume….uscì illeso………..io andai sul posto ma la macchina non era più li............solo i resti. Trovai un'immagine di Padre Pio che aveva le stimmate : lo insultai nella mia mente……….la rabbia era tale………..ma tanta pazienza e tanta fiducia…………..tanta che alle persone scherzando gli dicevo che ogni mattina andavo al supermercato, prendevo una cassetta di pazienza e partivo…….ero arrivato al punto che avevo paura di passare dal negozio : con la macchina passavo e chiedevo alla commessa se potevo entrare. Che mi avvilissero, non mi sentivo le forze.
Aprile 2001 – Ci fu il grande convegno di Rinnovamento nello Spirito, di Rimini. Padre V. mi disse : “visto che c’è stata questa liberazione è bene che tu vai a Rimini, ….ti purifichi…….è molto importante”……..io francamente, non mi vergogno a dirlo, gli ho risposto “…..io non ho la possibilità…”, allora suor Franca sentendo queste notizie, parlò con Padre S. e hanno fatto in modo che io riuscissi ad andare al convegno. Ricordo la mattina…….una partenza così scettica…….non mi volevo portare neanche i vestiti di ricambio….. pensate un po’. Appena due pantaloni, due camicie….e via. Io partii dal mio paese con Padre A.S. Arrivati a Rimini, Padre A.S. si incontra con Padre S. che gli pagò la mia quota di partecipazione. Era venerdì quando arrivammo in albergo a Rimini, il convegno iniziava Sabato pomeriggio. Sabato mattina era organizzata una visita a San Marino. Io chiesi a Padre A.S. “…..ma è importante la mia visita a San Marino, …..non ce la faccio……sono stanco”. Lui mi rispose tassativamente…..”devi essere presente!”. Non feci nessuna resistenza e andai. Li passai davanti ad una Chiesa dove io arrivai a terra davanti alla porta; mi alzai e continuammo.
Il pomeriggio iniziò il convegno, io dissi ad una mia amica “…..non ho forza di entrare”. Lei insieme a qualche altro mi presero per le braccia ed entrammo. Io cercai Padre S. e sono stato col loro gruppo tutto il pomeriggio. Al momento della Celebrazione sentivo dei disturbi: stringere la gola, tosse che partiva dalla trachea, piccolo dolorino alle spalle. Gli stessi sintomi di prima. ……….arrivò la Comunione, io mi avvicinai a prendere l’Eucaristia, al ritorno mi venne un colpo di tosse, l’Eucaristia fu sputata fuori………………..non la trovavo più. La cercai. La cercai come un disperato……….la trovai…..impolverata la presi e la rimisi in bocca. Arrivò il terzo giorno……. fu molto bello poiché ci furono tanti segnali……sempre nella mia scetticità, nel mio nervosismo…… Quel giorno fece il convegno Padre L.G. : ripetette sempre le stesse parole che mi aveva già detto il 25 Novembre del 99 : “figlio mio”……..la c’è stata una reazione……in quella fila dove ero seduto io, dove si trovavano delle ragazze che facevano parte del nostro gruppo……sono saltate tutte in aria……….si misero a gridare dalla paura……..arrivò la sorveglianza con la barella……..ma io l’unica cosa che gli dissi fu “non vi azzardate a toccarmi, perché se io devo uscire fuori……uscirò con i miei piedi”. C’era lì una comunità di Napoli che mi guardava, meravigliata del mio coraggio nell’affrontare queste persone che non si sono avvicinate. Io mi sono alzato, Padre A.S. insieme a qualche altro ragazzo mi accompagnarono fuori, e io dissi a Padre A.S. “adesso Padre L.G. sta dicendo(ma non lo sentivo) “ogni ginocchio si pieghi ed ogni lingua professi”….i miei ginocchi si sono piegati e la mia lingua sta professando”. Mi sono calmato e sono rientrato…..quel gruppo di Napoli mi ha preso in braccio, chi mi accarezzava……chi mi baciava…chi mi abbracciava……chi mi diceva che sono stato grande…..e io li guardavo meravigliato, dicendo “ma ….io che cosa ho fatto?” Non avevo fatto nulla di particolare secondo me, fino ad ora chiedo a Gesù che mi dia una risposta a questa domanda.
Mi sedetti, e ad un certo punto dietro la schiena sentii un fuoco rovente e una voce all’orecchio che mi disse “che ti ha detto Maria?”, mi girai e vidi un frate Francescano…..bruttissimo….Fra L.….lo guardai e gli dissi “a te……che cosa ti interessa”. Il giorno dopo mi feci dare il suo indirizzo e numero di telefono…..era di Novara(Piemonte)………nei momenti di scoraggiamento lo cercavo sempre e lui mi diceva ”vedrai che Maria si manifesterà”. Rientrammo in albergo, e durante la notte io feci un sogno : una vallata piena di nebbia. In un lato vidi il diavolo…lucifero(adesso posso dirlo, in quel periodo se pronunciavo un nome del genere, le sofferenze erano atroci)………i suoi denti che arrivavano qua sotto…..quasi calvo con baffi e naso ad uncino e col pizzo molto lungo……ti guardava…..ti rideva e strofinava sempre le mani, nella sua contentezza…..ho avuto una forma di paura……mi girai e dall’altra parte vidi un sole splendente e una signora vestita di azzurro. La mattina che partimmo per rientrare, passammo da Loreto, e sul pullman raccontai il sogno a Padre A.S. Arrivammo a Loreto, città a me sconosciuta, non c’ero mai stato. Entrai dentro il santuario e vidi sulla sinistra un murales con San Michele Arcangelo e lucifero sotto i suoi piedi. Di fronte un altro murales con la signora vestita di azzurro. La sono stato anche male, alcune persone sedute davanti a noi, si sono spostate. Gli ho detto pacatamente “non vi faccio del male”. Rientrammo dal viaggio ed io continuavo a sentire le mie sofferenze.
Tutti i giorni io andavo a messa, e dentro di me ricominciavo ad accusare i disturbi di prima. Padre A.S. era stanco, poverino, era tanto stanco, io gli dicevo “veda sta che succedendo questo…….ho la sensazione che ci sia una seconda ricaduta”. Lui per incoraggiarmi mi diceva “tu sei fissato”. Il 29 giugno del 2001, giorno di San Pietro e Paolo, in quel banco io mi sono sentito morire…..si avvicinò un’amica che Padre A.S. conosce, …..e mi diede tanto coraggio. Iniziò la seconda ricaduta.
Padre A.S. organizzò una seduta, di sera tardi nel mese di luglio 2001. Non ce la facevo più a affrontare quelle sofferenze: ebbi una reazione di forza e scappai senza sapere dove andare. Correvo in auto come un pazzo. Ad un certo punto mi resi conto……….e subito feci ritorno a casa. Padre Antonio non ce l’ha più fatta, perché aveva capito che la cosa si stava aggravando. A volte noi pensiamo che un prete non lo vuole fare, non si può fare……….... ma non è vero poichè l’esorcista può avere fino all’20% delle sofferenze della persona da esorcizzare. Ci tenevo tanto che Padre A.S. mi seguisse ancora, ma purtroppo dobbiamo misurarci con le nostre forze……in quel periodo ha avuto tanti problemi personali nella comunità……..devo dire che è una persona talmente cosciente, pura, genuina, che ha capito di non poter continuare, ma non me la detto ………..per delicatezza…….me l’ha fatto capire. Continuava comunque a darmi l’Eucaristia, con le difficoltà del caso.
Sono stato abbandonato dall’esorcista della mia provincia, perché il vescovo gli aveva tolto il mandato, e mi aveva affidato ad un prete col quale in passato c’era stato un battibecco e verso il quale non avevo fiducia. Un’amica mi disse rivolgiti agli evangelisti. Pur di stare bene l’ho fatto. Li ho frequentati per circa un anno e mezzo(due volte alla settimana in provincia e a S., e quando una delle mie commesse era in maternità in provincia e nella mia città), e le sofferenze sono state ancora più atroci…………..in una preghiera che hanno fatto loro io sono arrivato agli inferi………ci ho camminato………..una strada buia……….molto buia…………tante fiamme, e tante persone(con le mani con unghia lunghe…affusolate che ti volevano strappare per portarmi da loro) che io non vedevo bene in faccia, che quando io passavo guardando, così sbalordito……meravigliato………strofinavano le mani e ridevano………..fino a quando io arrivai ad una montagna di fuoco. La mi fermai. Ci sono arrivato per due o tre volte, nelle varie sedute. Vi posso assicurare che la loro preghiera l’ho sentita talmente forte e pesante, che, se dopo gli incontri con Padre A.S io uscivo a pezzi, dopo le loro preghiere avevo bisogno della barella. Il figlio di mio fratello, mio nipote, confessò ad un prete la sua rabbia : “mio zio che è un cattolico, per colpa di un Vescovo, è dovuto ricorrere agli evangelisti”. Quel prete ha avuto compassione di questa situazione e gli ha dato un numero di telefono dell’Arcivescovo Mons. S. L’ho chiamato per tre giorni, finché sono riuscito a parlargli. Gli raccontai tutto con tutta la rabbia che avevo e gli dissi “e non mi dica che non mi crede”. Mi rispose : “tre giorni per trovarmi, tre giorni per darti la risposta”. Mi chiamò come stabilito e mi disse di andare in Curia. Fu l’unico Vescovo che io conobbi. Mi ricevette con tanta gentilezza e affetto.
Il Vescovo che a suo tempo era in carica ebbe paura, tanta paura. In quel tempo “io” avevo 200 occhi, vedevo davanti e dietro e lui mi veniva di spalle: usciva da una stanza, appena vide che io facevo quei rumori, allungò il passo. Questo significa che c’è scetticismo, o non so cos’altro.
Così ho parlato con Mons. S. e lui mi ha assegnato a Padre T.B. (fine luglio 2001), che quando lo chiamai mi disse che aveva tanti appuntamenti, infatti mi propose una volta al mese o circa. Lasciai gli evangelisti. Continuò il calvario con le sofferenze, con i rutti, con il bere. Da Padre T.B.…… ricominciai a soffrire vedendo le cose più assurde……io dicevo che Gesù mi abbandonava, chiedendogli “quale peccato io ho, che sto scontando così?”…….ma io non stavo scontando un peccato…….lui si stava servendo di me……mi aveva trasmesso tanta di quella pazienza, tanta di quella bontà………io sopportavo tutte quelle sofferenze dicendo sempre “verranno dei giorni migliori……verranno dei giorni migliori” e continuavo a soffrire. Continuavano gli esorcismi con sofferenze ancora più pesanti delle precedenti e ogni martedì andavo da Padre C., che c’era la preghiera comunitaria di Rinnovamento nello Spirito………..diventava sempre più pesante, però nello stesso tempo avevo trovato un’equipe di persone che ti davano forza, carica ….in particolare un’amica che con le scritture mi faceva andare avanti……..perdevo sempre peso ed ero sempre più stanco. Mentre queste persone mi parlavano per darmi coraggio che tutto sarebbe finito, io gli dicevo: “si , ma quando?!?!”. Ero tanto desideroso di avere un briciolo di sollievo(significa che i tempi sono stabiliti e sono solo di Dio, non nostri). Durante le sedute, mi dicevano che “io” pronunciavo spesso le parole “esercito” e “fortezza”…..e “io” dicevo anche “se noi ce ne andiamo c’è sempre un esercito che resta”. Significava che ogni negatività cerca sempre aiuto nei momenti di debolezza, quindi se se ne va 1, ne vengono “100”, se non c’è difesa religiosa. Si rischia sempre, soprattutto chi è già stato vittima di presenze negative, perché conoscono la strada di come colpirlo.
Il 10 Febbraio 2002 Padre T.S. ha voluto fare un esorcismo a casa mia, perché li non ci potevo stare…………..ho dovuto affrontare tante battaglie…….con mia moglie….…..i miei parenti……………….non solo quella battaglia spirituale, ma quella con tutte le persone che erano scettiche, …….litigavo sempre con mia moglie……basta che lei apriva bocca io diventavo una iena………non sopportavo la sua presenza………addirittura nemmeno quella dei miei figli…………..ero arrivato a questo punto. Potreste chiedermi perché non sopportavo la loro presenza……………. è perchè io ero assetato di amore………….che a modo mio in quei momenti io non vedevo……. era il maligno che creava questa situazione: se una persona è posseduta e porta addosso le negatività, la sua famiglia ne subisce il contorno. Venne fatto questo esorcismo………..e avvenne una seconda liberazione………..un sospiro di gioia……perché dopo un mese e mezzo circa, c’è stata un’altra ricaduta………si capiva dal fatto che non potevi entrare in Chiesa, non potevi nominare il nome di Gesù, non potevi pregare…………….peggio di prima : tornavano le presenze negative. Durante il periodo di convalescenza (nel quale una persona che è stata liberata deve particolarmente rafforzarsi nella fede) io non pregavo, lo facevo solo quando ascoltavo la messa una volta al giorno…………questo ha provocato la ricaduta. Fra un pianto e l’altro io andavo avanti. Fra una sofferenza e l’altra io andavo avanti, fra una lite e l’altra, con la famiglia, io continuavo ad andare avanti e dicevo sempre “ce la devo fare, ci devo riuscire, devo vincere” però vedevo sempre lo scetticismo delle persone che mi stavano attorno e la cosa mi turbava tanto e mi faceva soffrire ancora di più. Frequentavo molto la provincia, dove quel gruppo di Padre C. mi trasmetteva amore e serenità, infatti quando avevo 10 minuti liberi io andavo lì . Continuavo a piangere e soffrire, i lividi aumentavano e il peso andava sempre a diminuire………..e bevevo……….bevevo.
Pasqua del 2002 – Processione delle vare. Quell’anno le volli seguire. A senso mio stavo bene.
Ad un certo punto passò la vara di Gesù Crocifisso (Ecce Homo), in quel momento mi sentii un liquido in bocca di sapore dolciastro. Presi un fazzolettino e lo riempii tutto di sangue. Mia moglie mi chiese : “che hai?”. Cercai di parlare, e mi ritrovai tutti i denti pieni di sangue. Mi allontanai e gli dissi di andare. Tutte queste per me sono manifestazioni. Nel bene e nel male. Dal punto di vista morale, sentivo a volte la morte vicino, ma andavo sempre avanti
Una notte nel mese di Agosto 2002 ho bevuto come una spugna…………….le presenze negative ti vogliono portare alla distruzione…………..non lo permettete!!, dovete essere più forti, anche se in quel momento Gesù non lo potete cercare, però Gesù è con voi. Lui guarda dall’alto minuto dopo minuto, vi segue. Quella notte i dolori erano atroci e mi buttai a terra in cucina…..erano le 2 di notte………mi volevo alzare e non mi potevo alzare….i dolori che avevo erano tali……….le costole come se c’era qualcuno che le tagliava……..cercavo di tenermi col piede del tavolo per alzarmi……….quando ho alzato il collo io ho vomitato………una sostanza gelatinosa, viscida e compatta : gialla, nera, rossa, verde (una forma di liberazione), ad un certo punto si alza mia moglie. Io per gli altri ero un ubriacone. Definito così dalla società e dalla gente che mi conosceva. Mia moglie quando vide quella sostanza gelatinosa che camminava da sola per il pavimento, cerca di raccoglierla ma non riesce. Finalmente riesco ad alzarmi, riesco a prenderla e la butto in bagno.
Un'altra situazione simile è successa in presenza di Padre A.S…..Gesù mi ha dato il coraggio….anche se non lo nominavo, gli cercavo sempre aiuto, dicevo “mamma”……..chiedevo aiuto, non a mia mamma ma alla grande Mamma celeste. Giorno dopo giorno continuavano le sofferenze,,….io mi sentivo stanco…….dovevo subire le umiliazioni di ciò che diceva la gente, anche se non mi importava che diventavo anoressico, non mi facevo parlare, stavo poco al negozio che non mi interessava nulla dell’attività. In una seduta …Padre Tonino mi disse “vorrei essere come te”……..gli risposi “non glielo auguro”, continuò “il tuo peregrinare è fede, io come prete non ho la tua stessa fede, che cerchi sempre per stare bene, per guarire, per liberarti”.
Suor Franca mi disse : “il 12 settembre devi andare ad Alcamo”.
Col treno imparai che dovevo scendere a Castellammare del Golfo, anziché Alcamo Scala, poiché con 10 minuti di strada, in macchina si arriva. Arrivai quella mattina alle 9.30 a Castellammare del Golfo. Mi informai se c’era qualche pullman……..era partito da poco, ma mi dissero : “se lei va al paese…..”, a piedi andai, e chiesi. “E’ partito ora”mi dissero………….riandai alla stazione ferroviaria…………tutto questo discorso, avanti e indietro, avvenne fino alle 12.30…..avevo tanti mosconi attorno che mi infastidivano. Avevo sempre impedimenti…….ero stanco…….c’era un caldo!!......d’altronde era il 12 settembre……”ma ci devo arrivare” mi dissi “anche se trovo chiuso”. E infatti così accadde : trovai chiuso. Nella mia stanchezza gridai nella mia mente “Mamma!”. Mi venne un colpo di tosse e uscì tanto sangue dalla gola. Me ne ritornai, non avevo preso neanche acqua. Salendo per quella strada, c’era un albero di fichi. Grossi così. Dissi nella mia mente : “Gesù perdonami ma devo mangiarli tutti e due”. Era un albero grande ma c’erano solo due fichi grossissimi, di piccoli non ce n’era nemmeno uno. Sono segnali questi......... Avevo sete e in quella piazzetta c’era una fontana antica, quelle fontane di una volta, in pietra, con su scritto “Acqua non potabile”, io cercavo refrigerio. Passò un signore, erano le 14.45…………..gli dissi, “senta ma quell’acqua?”…….”ha sete? mi disse………..”tanta” gli risposi. “Vada a bere” terminò. In una fontana mi lavai, senza togliermi la camicia, perché avevo vergogna………me la buttai tutta addosso. Nell’altra fontana ho bevuto, tanto. Arrivai alla stazione, là c’era un bar, avevo sete di vino e sudavo come quando Gesù nell’orto degli ulivi sudava sangue per le sue sofferenze e disse al Padre di allontanare da Lui quel calice,ma di fare la Sua volontà. Entrai in quel bar e pensai che per deviare avrei chiesto un caffè, però uscì la voce e dissi : “un bicchiere di vino”………..ma dalla vergogna continuai : “mi scusi signora ho sbagliato, un caffè”. Me lo diede e mi chiese “ma lei non è di queste parti ?”, “no”" risposi. Continuò “ma allora come mai è qua”, risposi “avete un tesoro inestimabile!!…”……”quale?” mi disse. Io risposi “la Mamma,…Maria, vada a trovarla”……..”sa” mi disse “che non lo sapevo”. Gli spiegai “Maria Santissima dei miracoli, al Santuario, la dovete accudire bene, la dovete amare, la dovete adorare”….parlando parlando mi fece notare che era arrivato il pullman per la stazione. Io scappai, e mi dimenticai di pagare il caffè…………ma la signora non mi chiamò (in futuro la prossima volta che andai tornai per saldare il debito, ma la signora non volle nulla).
Arriviamo al 12 settembre 2002, giorno di Maria…Padre C. mi disse “sento dentro di me di farti una preghiera di liberazione, vuoi venire?”…..acconsentii, io non mi tiravo indietro, raggiungevo sempre il luogo degli incontri…da solo. Allora passai da una persona per fargli gli auguri di onomastico, e mi chiese “tu stasera non vieni per festeggiare il mio onomastico?”……risposi “non lo so, io sto andando in provincia”. Erano le cinque e un quarto quando esco da quella casa……….state attenti a ciò che sto per dire……..è la pura verità……mi metto in macchina……….alle sei meno un quarto arrivo nel luogo dove dovevo andare,……. e non parlai più, non usciva più la voce, sforzandomi……..solo raucamente cercavo di farmi capire. Francamente…..nell’androne di quella parrocchia alzai gli occhi in cielo verso Gesù, e dissi raucamente solo una cosa “se è un mio peccato che si manifesti, se è un peccato di altri, dico grazie che posso pagare per loro”. Prima di adesso tutto ciò non l’avevo mai detto a nessuno. Entriamo, questa persona che mi vuole tanto bene come Padre A.S., quando diceva le preghiere di liberazione attaccava una pompa alla fontana, e man mano che usciva quest’acqua, la esorcizzava. Quella sera uscii dopo la seduta……..dire bagnato è dire poco……tutti i miei documenti che avevo nel portafoglio erano inzuppati, quasi tutti scoloriti. La preghiera di quella sera, non mi fece tornare la voce…..l’esorcista era talmente irato che disse “tu questa sera non uscirai da qua se non ritorna la voce!”………….le presenze negative risposero(così mi dissero) che potevamo stare la dentro anni, la voce non sarebbe tornata……………..Padre C. aumentò ancora di più l’acqua…….venti persone c’erano quella sera……….tutte bagnate…….sedie, banchi…… Arrivato a casa….mia moglie andò in tutte le furie…..motivo : io non riuscivo a parlare………….ma io avevo quella pazienza…..quella tranquillità, serenità…………il Signore si stava manifestando…….stavo pagando per quella persona che andai a trovare per fargli gli auguri, che all’inizio della malattia, quando le chiesi aiuto, mi disse “tu lo sai che devi morire?”(mi disse ciò perché non credeva nell’esistenza di queste negatività dentro di me). Risposi “io sono pronto ma l’unico cruccio……è che non voglio lasciare la mia famiglia, i miei figli”. La sera che gli feci gli auguri, invece scoppiò in lacrime, perché si sentiva in colpa. Nella mia mente ho detto “ti saranno rimessi i tuoi peccati”. Mi riferivo anche alla sua famiglia perché hanno contribuito alla mia malattia, e ancora continuano a contribuire……perché nonostante ero stato liberato più volte, c’erano le ricadute(e loro non si spiegavano il perché)…….non si davano pace, credevano al male che le negatività facevano, ma non credevano che erano dentro di me, al male che mi facevano.