Parrocchia S.Maria e San Rocco (Nasari) Il tuo browser non supporta Java oppure la console Java non è attiva
Testimonianza - "Il mio calvario" - (Pagina 2)

Non passa un mese e subisco un furto (26 maggio 96) : 500 milioni di danni. E’ stato un mistero: non ci sono state forzature, ne impronte, hanno aperto con le chiavi, hanno lasciato la porta aperta come la lascio io col “fermaporta”. Tutte le mattine prima di andare a lavorare andavo alla Chiesa del Carmine a dire le preghiere e le lodi del mattino. Quella mattina prima di andare in negozio parcheggiai la macchina e cantavo “Gerusalemme”; incontrai una vecchietta che mi disse “cuore allegro, Dio l’aiuta”, io la guardai e confermai. Arrivai al negozio, cercai di aprire e dico : “ma ieri sera ho chiuso io, non le commesse”, alzo la saracinesca e vedo la porta aperta, ma io non ho guardato dentro, ho fissato gli occhi sulla porta e dissi : “ancora…!!!!.”…..alzo gli occhi e c’era solo il muro. Telefonai a mia cognata e le dico: “siamo rovinati”, nello stesso tempo in quella cabina crollai, arrivai in ginocchio…………come quando si dice “ogni ginocchio si pieghi ed ogni lingua professi”…………le mie ginocchia si sono piegate e io dissi, con gli occhi chiusi e le lacrime che scendevano da sole : “Gesù”. Dissi solo questo. Venne la scientifica, cercò prove, impronte, ma no ne trovò. Io sapevo qual’era l’origine, chi era la causa, ma non l’ho detto. Allora per avere un conforto……..chiamai il responsabile carismatico del convegno di Chianciano, ma lui non è venuto. Io lo chiamai e gli dissi che andavo io, ma me ne dimenticai. Il giorno dopo venne in negozio ad insultarmi, dicendomi, che se avessi avuto di bisogno mi avrebbe fatto morire. Nella mia mente gli risposi : “ma vaaaaa……………tu e to mamma” e non ci sono andato più.

Nello stesso tempo mi sono incontrato con mio fratello, col quale non ci parlavamo da 7 anni, perché, scusate la frase, siamo stati stronzi tutte 2. Lui ha voluto sapere tutto, minutamente e siccome lui ha una cugina che va al Rinnovamento dello Spirito (Padre Filippo). Andai da lui ed iniziai ad avere dei sintomi : sudorazione, sonno, la gola mi stringeva. Era un po’ distante il luogo dove abitavo, e lui mi ha dato l’indirizzo di Santo Pietro di Padre Martello(mi ci recavo tutti i lunedì per un incontro Spirituale). Le cose comunque non andavano bene. Padre Martello è venuto al negozio, benedizioni………. Un giorno lui mi disse : “io non posso fare niente”. Dalla rabbia presi la scrivania e gliela buttai addosso. Lui mi disse “non è più competenza mia, rivolgiti a questo indirizzo”(Padre T. S.). Ci sono andato il 15 aprile del 98, ci son voluti 3 gg per riuscire a parlare con lui, il tel era libero, lui era lì ma non poteva rispondere. Dopo 3 gg ci siamo sentiti, l’appuntamento era per il giorno dopo. Ci siamo visti ed abbiamo parlato. Mi disse :”ora ti faccio una preghiera” e mi mise davanti un Crocifisso grande ed uno piccolo e mi disse “quale preferisci?”. Con molta scetticità gli risposi : “l’uno vale l’altro”……iniziammo………ho avuto la sensazione che qualcuno mi mettesse le mani alla gola che mi stringeva, che mi affogava e mi veniva un senso di vomito. Mi portò in bagno, ed ho iniziato a vomitare, non vomito……..ma materia giallastra…………….ho sentito le labbra gonfie, ed in quel momento mi sono sentito illuminato da Dio, anche se prima di quel giorno non avevo mai frequentato comunità religiose: ho sentito che addosso portavo negatività. Quando abbiamo finito lui mi ha chiesto : “ora che farai?!”, gli risposi : “Padre T.S.,non mi resta che pregare”, continuò : “la tua evangelizzazione sarà talmente grande che ti toccheranno per guarirsi”. Ogni lunedì andavo da Padre T.S. e le sofferenze diventavano sempre più atroci, tanto che il maligno si prendeva gioco di me, “scherzando” con la voce. Infatti ogni lunedì mattina che andavo da Padre T.S. per l’esorcismo settimanale, ne uscivo senza voce. Tanto che sto “gioco” durava fino al mercoledì. Giovedì la voce ritornava fino al prossimo lunedì. Durò un mese, poi la voce se ne andò completamente(fine 98). Seduta dopo seduta mi sentivo sempre peggio(compreso il negozio), dopo la seconda, terza seduta non ci sono andato più da solo, ho dovuto portarmi qualche rinforzo perché le reazioni mie erano troppo violente: 10 persone non bastavano a tenermi. Le mie reazioni erano circa le seguenti: entrando in Chiesa subito entravo in trans; come iniziava l’esorcismo la mia voce si trasformava, la gola si stringeva. I lividi spuntavano in tutto il corpo, e circa nel mese di Giugno, per tre sere mi saliva la febbre. Il primo giorno presi l’aspirina, il secondo sentii nelle gambe e nella schiena come se entrassero lame affilate e tagliavano: i bruciori erano indescrivibili.

Io viaggiavo sempre da solo, non avevo nessuno, e non ho voluto mai nessuno con me, o meglio dire ho cercato qualcuno che venisse con me, però ho tastato la loro scetticità, allora mi sono detto : che ho iniziato da solo e da solo devo continuare. Tanto che una sera al rientro da un esorcismo, vi lascio immaginare in quale stato mi trovavo. Mi metto in macchina per rientrare a casa, durante la strada, improvvisamente lo sterzo dell’auto si girò tutto a sinistra, tanto che stavo per arrivare sotto un tir, il pedale dell’accelleratore si schiacciava da solo, avevo perso i controlli quando subito lo sterzo si ammorbidì (e qui voglio fare un’evangelizzazione : che nonostante c’erano tutte quelle peripezie, Gesù mi era accanto e me l’ha dimostrato. Ero solo, ma avevo la compagnia più bella che possa esistere). Le prime volte che accadevano questi strani fenomeni, il mio sistema nervoso diventava un vulcano e volevo affrontare queste negatività, dicendo (scusate il linguaggio, ma al momento……….) “manifestatevi che vi faccio un culo così!!!”….anche se oggi che racconto, devo dire veramente l’hanno fatto loro a me. Oggi so anche che non bisogna mai dare del “tu”, rivolgersi personalmente alle negatività, ma solo a Dio. Quindi non dargli conto affatto.

Allora alzavo gli occhi verso il cielo e pensavo : “Oh Gesù!!”, ma non lo dicevo, perché io non lo potevo dire………. Anche col pensiero le sofferenze diventavano atroci e quante volte nelle sedute di esorcismo, l’ho insultato, io l’ho sputato, io l’ho frustrato……….

Fine Giugno 1998 - sabato mattina. Ore 8.00. Celebrazione nella Chiesa della Madonna delle grazie. Quando io entrai, misi ai suoi piedi (offrendo la Clebrazione Eucaristica) un carissimo amico che aveva un tumore alla lingua e una mia carissima amica che la Grande Mamma le desse la gioia di diventare anche lei mamma..............nello scherzo dissi nella mia mente che fossero almeno 3 .............. e realmente furono poi due gemelli.All'ultimo pensai a me : guardando con sdegno la stutua della Madonna delle Grazie, dissi : "Tu che sei la Mamma di tutte le Grazie, fammi la grazia di ridarmi la voce." La Grande Mamma pensa a tutti i suo i figli perchè li ama dal profondo del cuore. Infatti si manifestò subito: durante la recita del Padre Nostro io lo gridai a voce alta tanto che tutti i presenti in Chiesa si voltarono per guardarmi, anche il Prete si fermò guardandomi con stupore. Finì la Celebrazione. Io uscii e andai verso la macchina chiamandomi : "tu sei G. ?"........non volendoci credere a questo ritorno di voce............andai alla Chiesa del Carmine, dove andavo tutte le mattine, per recitare la preghiera di liberazione. Quando entrai, iniziai a leggere e l'eco si traformò in un coro. Uscii da quella Chiesa e le lacrime mi arrivavano a terra; dicendo "Grazie Mamma, perdonami Mamma". La prima cosa che io feci fu quella di andare all'ufficio da mia moglie per darle questa bella notizia. Arrivato all'ufficio, lei era impegnata, ma io non volendo aspettare, la chiamai "A. " divenne rossa in viso dalla gioia.

Nel luglio 98, sognai che mi trovavo alla Chiesa del Carmine, nella quale un tempo ci andavo tutte le mattine. Padre T. S. mi aveva dato un libricino con le preghiere di liberazione dicendomi di andare a pregare in una Chiesa un po’ isolata perché potevo avere delle reazioni, disturbi, tanto da dare fastidio agli altri…………..”così non dai fastidio a nessuno” di disse. Una mattina, alle 9 non sono potuto andare, andai verso le 11. Vi trovai 2 persone : un uomo e una donna. L'uomo con la mano destra sulla testa di quella donna, e con la sinistra leggeva un libro. In sordina ho avvisato altri di stare attenti.............non so cosa stessero facendo..........ma potevano fare anche una messa nera.....che si fa in Chiesa per essere efficace. In quella Chiesa del Carmine, quando ho chiesto aiuto, si sono rifiutati. Sognai di trovarmi in questa Chiesa che non aveva statue, solo arcate con tanti tavoli tutti apparecchiati e con tanti bicchieri di varie forme e di tutte le grandezze….allora venne una ragazza……che io nei tempi passati ho conosciuto, e non la vedevo da 40 anni, solo un mese prima mi era stata nominata………mi disse “mi devo sposare”…………..ma era vestita in modo molto strano……..un vestito da sposa tutto a brandelli……da una lato pendeva………..da un lato saliva e dall’altro scendeva………..”vieni” mi disse “ti faccio vedere la camera da letto”. Questa camera si trovava nella sacrestia…….c’era anche la un letto strano : era uno scivolo………..una coperta bianca bellissima……..mi disse “vieni, tu mi farai da testimone”. Entrando nella Chiesa, in fondo al corridoio sinistro c’è un altare e una statua, vicino all’altare principale…..non so che statua è. Viene un prete……….vestito con tonaca nera e in vita aveva una fascia rossa. Un naso ad uncino. Era altissimo, un’altezza indescrivibile. Si mise a parlare, come si fa con un rito di matrimonio. Mentre parlava io lo guardavo ……dal basso verso l’alto………lo interruppi e gli dissi “senta ma da quanto tempo lei è qua”. Mi rispose……..”da 400 anni” e in quel momento i suoi canini si allungarono moltissimo……….dalla paura mi svegliai.

Il maligno si presenta in tutti i modi……anche in Chiesa………lui entra in Chiesa………anche stamattina…………….a me non mi ha fatto seguire la Celebrazione…………pensieri che mi venivano……..assurdi , impensabili, orrendi, volgari………….che ti viene il vomito. In quei momenti la io dicevo : ”Gesù cancella tu questi cattivi pensieri, libera tu la mia mente”. La mia mente si liberava ma poi ritornava e non ti lasciava in pace. Perdevo peso…avevo poco appetito, ero diventato anoressico. Ero sempre pallido. Mia moglie mandò il medico nella mia attività commerciale, con la scusa di dover acquistare qualche articolo. Ad un certo punto mi guarda e mi dice che avevo bisogno dei controlli visto il mio stato fisico. Lo chiamai da parte e gli spiegai quali erano le mie sofferenze. Gli dissi che erano di natura spirituale. Lui non capì. Io gli spiegai chiaramente allora che ero impossessato dal demonio. Mi rispose: quando finisce?.......Io non potendo nominare Gesù alzai gli occhi in cielo e dissi : quando vuole Lui. Però gli ho promesso che quando sarei stato liberato, gli avrei dato la buona novella.

Settembre 1998 - Padre R. della provincia, che io ho conosciuto tramite mio fratello, si è prodigato a darmi aiuto spirituale, e di tanto in tanto facevamo preghiere di liberazione. Una volta tramite un membro della sua comunità che conosceva un gruppo di maltesi che si trovava nel luogo, organizzarono un incontro. Avvenne la sera tardi, erano in 5 più tutti i vari membri della comunità. A questo prpposito voglio fare un appello a tutti noi : per la forza che questi maltesi avevano nel pregare.........questa preghiera mi entrava dentro......in quella Chiesa mi trovavo in mezzo al corridoio ed ero bloccato da persone da tutte le parti, in modo che non potevo uscire e potevo assorbire le preghiere di guarigione di quella serale......le sofferenze erano atroci a tal punto che volevo uscire, scappare da quel luogo.......non c'era una via d'uscita. Questi maltesi erano buttati a terra, davanti al tabernacolo e pregavano in silenzio, più pegavano e più soffrivo......................non potendo più sopportare................corsi fino ad una porta a vetrate con vetri e con una serie di pugni ruppi tutti i vetri. Ma io un graffio non l'ho avuto alle mani. Con questo vi voglio far capire quanto è grande la misericordia Divina...perchè Gesù interviene in qualsiasi momento.

Io non sono andato mai da un medico, nonostante mia moglie mi ci mandava. …………..chi mi diceva che ero pazzo……………quell’altro che ero fissato………. Da Gennaio a Luglio del 99 andai da Padre L. G. A fine Aprile lui mi disse che il mese di Maggio dovevo frequentare una Parrocchia che è consacrata all’Immacolata…….andai in un paesino dove il prete mi prese a calci nel sedere e mi disse “proprio a me mi vieni a cercare?!?!” Allora andai in provincia e ogni mattina facevo avanti e indietro. Il primo giorno che entrai mi venne la tosse, ed io buttai sette boccate di sangue……..come se ti veniva il vomito………ma ……usciva sangue………..ho riempito un fazzolettino intero. Il secondo giorno tre boccate. Il terzo giorno per due volte. Il quarto giorno solo una volta. Dopo niente più. Il 25 Novembre 99 c’è stata una visita di Padre L.G. nella mia provincia.

Padre T.S. mi disse : “perché non vieni?!?”…………gli risposi “perché lei non basta??” riprese “…..sai, zucchero non guasta bevanda”. Sono andato, tanta era la voglia di stare bene……………visto che avevo iniziato ad avere dolore alle spalle, dolore alle gambe, inappetenza, cominciavo a bere di brutto, ero drogato di alcol (il maligno ti porta a questo)……..una sera ho fatto un cocktail di vino…wisky….limoncello…..amaro…di tutto…….ma io non mi sentivo ubriaco……vedete che sensazione!!! Avevo bruciore di stomaco.

Arrivato da Padre L.G., appena lui mi vide mi disse : “figlio mio”(ho sentito solo questo) “l’inferno lo stai vivendo qua, stai pagando per tre” – francamente so chi sono questi tre, perché io ho fatto scudo a queste tre persone, perché io ho chiesto aiuto, perché non ce la facevo a lottare da solo, ma loro si sono…..diciamo….fatti da parte……….allora dico “meglio una persona che tre”. Li c’è stata una mia brutta reazione……in quella stanza in cui ci trovavamo c’era una vecchia scrivania mooolto pesante…….”io”(che io non ero) in quel periodo ero diventato Ercole: l’ho alzata e a senso mio volevo buttarla addosso a lui, ma mi è caduta dalle mani e non so ……..si è rotto un piede,…….. chissà.

Fino a quel periodo potevo ascoltare un po’ di messa e ricevere l’Eucaristia si e no; una mia amica mi consigliò di ascoltare una Celebrazione al giorno, e rivolgermi a un prete della mia città, Padre A.S. che è una persona molto cara. Egli mi ha accolto a braccia aperte, nonostante io non l’avevo mai visto. Ha dato tutta la sua disponibilità, cercando di abbandonare tutti i suoi impegni. Si dava sotto mattina, mezzogiorno, sera……..si dava sotto davvero. In quel periodo feci un sogno, nel quale ci fu un’altra manifestazione della Mamma, della “Grande Mamma” Maria, la Madonna. In questo sogno c’era anche la mia mamma. Solitamente racconto questo sogno dicendo bugie per mantenere la mia privacy, ma stavolta voglio proprio aprirmi e raccontarlo sinceramente. La bugia era quella che dicevo di non ricordare la figura che stava davanti a me……..era Padre L.G. seduto davanti a me che mi stava esorcizzando. Mia mamma mi teneva alle spalle strette. Ad un certo punto L.G. guardò mia madre e gli disse : ma ad Alcamo ci siete stati? Lei gli rispose con rabbia per la mia situazione, in dialetto “chi cè ad Alcamu?” Ma la Grua continuò “andate”. Mia mamma mi prese per il braccio, mi tirò e mi disse “cammina”. Usciamo da quel cortile che nel sogno si trovava a Palermo. Io non avevo più la forza, il mio respiro era affannoso, dimagrivo ogni giorno che passava. Le dico : “mamma ma non vedi che non c’è più niente da fare?!?”. “Cammina” mi disse. Incontrammo mia zia, sorella di mia mamma, per me una seconda mamma visto che mi ha cresciuto. Mia zia, vista mia madre la chiamò. Lei le rispose : “mi lasci in pace!!”. Riprese “dove state andando?” rispose “dobbiamo andare ad Alcamo” . La zia continuò “per fare cosa?” Mia madre battendosi la mano al petto, come Maria quando vedeva soffrire Gesù, le rispose “vediamo se posso risolvere io sta situazione” con voce tremante, e le chiese “vuoi venire?”, lei venne. Dovevamo andare alla stazione dei pullman e facendo strada incontriamo mio fratello. Lui chiamò mia mamma che neanche lo sentì, allora chiese a me “che ha la mamma”.

Noi da bambini avevamo un segnale con mio fratello e con mia sorella : quando mia mamma era incavolata si metteva la mano al fianco. La c’erano bastonate. Anche in quella situazione aveva la mano al fianco, glielo feci notare. Gli chiesi se voleva venire con noi ad Alcamo, mi rispose che era stanco e non venne. Arrivati alla stazione dei pullman c’era uno spiazzale in terra battuta, la c’era un mio nipote, che come vede mia mamma gli balla davanti dalla gioia. Lei gli da una spinta e gli dice “togliti davanti”. Si forma come una tromba d’aria e sale un polverone, dietro il quale spunta un pullman pieno zeppo, che si ferma. Io usando educazione dissi a mia zia e mia mamma di salire. Mia mamma con molta ira mi disse “Sali!!!”. Salimmo, io mi trovavo al centro tra mia zia e mia mamma, loro si tenevano, io no e barcollavo, giravo come una trottola. Mia madre mi disse di tenermi ma io non lo facevo. Vedendomi insistette con ira, mi prese col braccio dicendo di tenermi con la spalliera del pullman. Sentì il suo calore della mano e mi svegliai. E da quel giorno, per un anno e mezzo ho cercato cosa c’era ad Alcamo, telefonai alla curia della provincia………. alla curia di Palermo………….alla curia di Trapani, niente da fare. Chiesi anche a Padre A.S., ma non sapeva, però mi disse “c’è un gruppo di Rinnovamento dello Spirito, però non lo so……….c’era un convento di suore che è stato chiuso……..”.

Mi seguiva ancora Padre T.S. che, sapendo che in un viaggio di lavoro dovevo andare a Firenze, mi disse di passare da Massa Carrara, da Padre V., grande esorcista. Gli dissi scherzando “zucchero non guasta bevanda”.Confermò. Andai in quel luogo indicatomi, e li successe di tutto, e di più: violenze, graffi alle braccia, lividi, sedie che si sono rotte……..dolori immensi soprattutto localizzati ai reni, alle gambe, soprattutto caviglie, e le spalle. Il mio dolore non era a tratti ma continuo, giorno e notte. Il mio corpo aveva più punti sensibili(spalle, scapole, caviglie, ….), nessuno si poteva permettere di toccarmi, perché diventavo violento. Li conobbi una suora, suor Franca che vide la mia sofferenza e inginocchiatosi davanti al Padre, lo pregava di guarire questo padre di famiglia. Ci scambiammo i numeri di telefono. Lei me lo chiese con la volontà di chiamarmi. Io nei momenti di disperazione le telefonavo, nei viaggi di lavoro di tanto in tanto, andavo sempre a trovarla, per avere un aiuto in più e poter stare meglio, prima dei tempi(per “prima dei tempi” intendo che ero stato illuminato da Gesù che si è servito di me per misurare la mia pazienza, la mia sapienza, e il mio coraggio e se ero all’altezza di sacrificarmi per gli altri. Ma siccome le sofferenze erano troppo atroci, io volevo affrettare i suoi tempi, ma i tempi stabiliti sono i suoi, noni nostri)

Giugno 2000. Mentre mi trovavo nella sofferenza, dolori fisici, la pelle che si spaccava, lividi, suor Franca mi chiamò e mi disse “G., parliamo”. Io le dico solo (poiché non potevo parlare) “cosa c’è ad Alcamo?” e le raccontai il sogno- la mia storia la sapeva. Mi diede un nominativo, una certa R.F., responsabile del gruppo di Rinnovamento dello Spirito di Alcamo, e mi disse di chiamarla. Anche in questo caso ci vollero 3 gg prima di riuscire a parlarci, quando ci riuscii, lei mi disse “io non parlo con l’oltretomba” e mi chiuse il telefono. Richiamai Suor Franca e le spiegai l’accaduto. Lei mi rispose di darle 10 minuti di tempo, e poi mi richiamò, dandomi un altro nominativo: un prete, Padre A.C.; non dicendomi altro, al resto dovevo pensare sempre a tutto io. Tramite il 12 sono riuscito ad avere il numero di telefono. Telefonai, mi rispose sua madre dicendomi che suo figlio era in Francia e che tornava dopo una settimana. Passati 7 giorni, ritelefonai, e la madre mi disse che suo figlio si trovava a San Filippo. Io intendevo San Filippo come frazione del Trapanese, e le chiesi “ma San Filippo in provincia di?” “Si” mi rispose.

Presi la macchina e andai a San Filippo. Lo vidi ma mi disse di vederci nel pomeriggio, che in mattinata era impegnato. Nel pomeriggio gli raccontai la situazione, chiedendo di Alcamo, ma neanche lui sapeva cosa ci fosse in quel paese, e mi disse “puoi darmi una tua foto”…….ne chiesi il motivo, e mi disse: “sai conosco una signora…..”. Lì per lì gli ho detto “si, Domenica gliela porto qua, ma in Chiesa non posso entrare” – infatti non potevo più farlo – “ci vediamo fuori a mezzogiorno”disse. Arrivato al negozio chiamai “mamma Franca” che mi disse “non dare niente a nessuno!! Fra dieci minuti ti richiamo”. Lo fece e continuò “telefona a questo prete e digli che tu non gli dai nessuna fotografia, e non lo cercare più!! Tieni quest’altro nominativo: ‘Maria SS dei Miracoli’ di Alcamo”. Chiudemmo. Ecco un’altra strada. Tramite il 12 riesco ad avere il numero : Padre A. che chiamo e gli riassumo velocemente la mia malattia spirituale e gli dico “qualche volta verrò a trovarla”.

Il giorno dopo andai in agenzia viaggi per informarmi sulle coincidenze per arrivare ad Alcamo, e mi dissero che il treno partiva alle 07.30. Sono andato il 17 luglio del 2000, una notte d’inferno: mi sentivo tirare dai piedi nonostante facessi forza con la testata del letto. Mi ero alzato tutto pieno di lividi soprattutto le braccia. Erano le 3 del mattino. Sveglio mia moglie e le dico : “io me ne vado ad Alcamo” mi disse “come?Solo?Almeno dillo a tuo fratello”. Ripresi “no guarda, c’è mia mamma e mia zia”. Andai alla stazione. Il treno doveva partire alle 4 e un quarto ma ebbe un ora di ritardo. Arrivai a Palermo e secondo le informazioni che avevo preso prima, sapevo che arrivati alle 7.10 , alle 7.30 c’era la coincidenza per Trapani. Perfetto pensavo….. Ma non lo vidi arrivare. Aspettai che aprisse alle 8.00 l’ufficio informazioni e chiesi “senta, il treno per Alcamo che parte alle 7.30 ha ritardo?” Loro si guardarono tra colleghi in faccia, e mi guardavano straniti…..tanto che pensai tra me e me, se forse non mi si erano gonfiate le labbra (poiché accadeva spesso, oltre a rumori : rutti e altro). Mi chiese “a lei questo orario chi gliel’ha dato?” risposi “l’agenzia viaggi” proseguì “guardi che questo treno non è mai esistito, il primo è alle 9.10”. Allora essendo le 8.30 decisi di chiamare Padre A. del Santuario per il ritardo improvviso e per annunciare la mia visita. Al telefono mi disse “Oh, Gi…, come stai?” risposi “sono a Palermo, sto venendo…”. Quando gli ho detto “sto venendo a trovarla” mi insulta, me ne dice di tutti i colori, perché io non ero autorizzato ad andare,…… non poteva fare niente per me. Gli dissi che da lui non volevo niente, lo stavo solo implorando di aspettarmi, per avere la sua presenza e basta. Mi chiuse il telefono. Chiamai “mamma Franca” che mi disse: “guarda che da questo momento stanno iniziando le macerie per te, non ti fermare, cammina sulle macerie”. Aspettai le 9.10 per prendere il treno. Arrivò pieno zeppo. Ero in piedi e non mi tenevo. Stavo vivendo il sogno, lo stavo toccando con le mani. Passò una vecchietta, bassina e mi disse in dialetto palermitano : “teniti figghiu ca cadi”. Le lacrime scendevano da sole.

Arrivai ad Alcamo, dove credevo di trovare……. qualche taxi……….qualche bar……… qualche piazza………Far west totale. Uscì dalla stazione, fuori e trovai uno spiazzale in terra battuta, passò una macchina rossa ad alta velocità, che creò un polverone………..ed ecco il pullman vuoto che passa diritto senza fermarsi. Avevo il cuore che mi scoppiava. Entro in un piccolo bar………allora camminavo con i bigliettini non potendo parlare……….gliene feci vedere uno. Il proprietario mi disse “ca non ce mancu u sceccu, pi rivari”. Io esco alzando gli occhi in cielo e toccandomi i capelli pensai “mamma! E ora che sono qua che faccio”. Ecco, le meraviglie di Dio sono tante, non ci dobbiamo scoraggiare neanche quando siamo nelle tenebre, perché noi siamo cullati da Lui. Si avvicinò un funzionario della ferrovia e mi disse “senta, io ho sentito che lei deve andare al paese, venga con me che la faccio accompagnare”- mi portò da un signore che faceva pulizie nella stazione – “gli regali qualcosa, che lui la porta” mi disse. Partimmo. Io non parlavo perché non mi facevo capire, e mi dava tanto fastidio quando mi dicevano “Ahaahah”(che non capivano), diventavo una furia. Non volevo essere preso in considerazione, pensando mi prendessero in giro. Non volevo esser preso in giro perché pensavo : ”io mi sto sacrificando per voi". Per evitare tutto ciò evitavo di parlare o parlavo poco. L’unica cosa che dissi, appena arrivati ad Alcamo(bel paesino), fu : “ma lei conosce questo posto?” mi disse “no”. Ripresi “ma lei è di Alcamo” rispose “si” : Un'altra negatività, il maligno si metteva davanti a lui e non gli faceva vedere il posto dove mi doveva portare.

Erano le 11.45, a mezzogiorno il Santuario chiudeva. Siamo passati per 3 volte davanti a questo Santuario, io lo conoscevo. A un certo punto mi disse: “eccolo” gli risposi “ma siamo passati per 3 volte”. “ma io non l’ho visto” continuò. Entrò con la macchina nel cortile, io gli dissi “guardi io qua dentro perdo un quarto d’ora, mi può aspettare per il ritorno?” visto che i collegamenti urbani erano un disastro. Acconsenti. Entrato in questa Chiesa i rumori che uscivano dalla mia gola erano da fare paura, i rutti……. che non vi dico. La Chiesa era piena di gente……. chi pregava….. chi era in piedi. Non c’era celebrazione. Io, nonostante ci fosse tanta gente, andai direttamente da una signora che era inginocchiata davanti a un quadro. Io sconoscevo che Maria SS dei Miracoli fosse un quadro, credevo fosse una statua. Mi rivolgo verso questa signora e le do un pugno con tutta la forza che avevo, sulla spalla destra. Questa signora si gira mi guarda e non mi dice niente. Avevo tanta ira nei confronti di Padre A. che mi aveva trattato male…… che non mi aveva accolto. Dico a questa signora “dov’è Padre A.?”; me lo indicò. Io dovevo passare davanti a quel quadro per arrivare da lui. Quando passai davanti al quadro, non so come, io feci una spaccata, anche se non sapevo cosa fosse quel quadro. Mi alzai, reagendo con forza. Entrai nel suo ufficio a vetrate, e vedendomi mi disse: “tu sei G” – “si” dico. “Come hai fatto a venire qua” – continuò. Gli ho detto “a lei non le interessa! Io sono arrivato lei mi deve accogliere”….. e raccontai, compreso il sogno. Mi diede materiale : spille, immaginette. Io gli dissi “guardi, io ho troppe sofferenze, non li posso portare, le lascio i soldi per l’affrancatura, me le spedisce?” Acconsenti. Gli lasciai i soldi.

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